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L'usage du Monde

Amore, sesso, eros spesso sono utilizzati come sinonimi, ma quando ci si appresta a scrivere scopriamo – forse con rammarico – che non lo sono affatto. Fare l’amore non implica automaticamente fare sesso, ed è possibile fare l’uno senza l’altro. E l’eros? L’eros può esser presente nell’uno così come nell’altro o non essere affatto presente, ma quando ci si appresta a scrivere un racconto o romanzo erotico bisogna necessariamente sapere cosa sia l’eros.

Ecco, non tutti gli scrittori sanno come utilizzare l’eros all’interno dei propri racconti. Alcuni finiscono per anteporre l’erotico alla storia incentrando il tutto solo sulle scene di sesso, altri, al contrario, si focalizzano sulla storia lasciando il sesso come cornice. Carrere mostra di saper ben dosare l’eros nel breve racconto Facciamo un gioco. Uscito su Le Monde il 20 luglio 2002, Facciamo un gioco si presenta come un racconto di veloce lettura e sano divertimento nel quale Carrere si rivolge al lettore invitandolo a giocare con lui e con quell’esercizio di scrittura che sta mettendo in atto. Per capire a fondo il racconto occorre stare al gioco, abbandonare reticenze e remore per aprirsi alle richieste dello scrittore. Carrere non vuole un lettore passivo, pigro, al contrario lo spinge a prendere parte al racconto in una sorta di gioco erotico mentale.

L’eros è infatti il fulcro attorno cui ruota tutto il racconto, appunto pornografico.

Trama

Un treno, una ragazza e il quotidiano Le Monde sono gli elementi chiave del racconto. Supponiamo per un attimo di trovarci alla stazione di Parigi per prendere un treno diretto a Le Rochelle, supponiamo che compriamo il giornale e supponiamo che sia proprio Le Monde. Prendiamo posto sul vagone e con calma apriamo l’inserto. Sappiamo bene che il sabato su Le Monde compare un racconto, siamo soliti comprare il quotidiano proprio per leggere quelle poche pagine che per un attimo ci trasportano in un’altra realtà. Con trepidazione leggiamo il titolo: L’usage du Monde e la nostra attenzione viene subito catturata. L’uso del Mondo, o melio, l’uso di Le Monde. Cosa potrà mai voler dire? Oltretutto lo scrittore è un autore conosciuto.

“Hai comprato “Le Monde” all’edicola della stazione, prima di salire sul treno. È oggi che esce il mio racconto, te l’ho ricordato stamattina al telefono aggiungendo che sarebbe stata un’ottima lettura per il viaggio”.

Disorientato rileggi la frase e ti accorgi che quello non è un semplice racconto, ma una lettera. La curiosità cresce ancora di più perché vuoi sapere di più, vuoi conoscere chi è il destinatario della lettera.

Voglio farti una proposta. A partire da questo momento tu farai tutto quello che ti dico. Letteralmente. Passo passo. Se ti dico: smetti di leggere alla fine di questa frase e non ricominciare prima di dieci minuti, tu smetti di leggere alla fine di questa frase e non ricominci prima di dieci minuti”.

La curiosità si innalza a ogni parola. Oramai sei completamente dentro la lettera e decidi di giocare con Carrere e la misteriosa donna cui quella lettera è indirizzata. Una lettera erotica che smuove qualcosa dentro di te che tu sia uomo o donna perché quella lettera è anche per te, ma solo se decidi di giocare.
Mentre leggi scordi di essere su un treno, dimentichi che ci sono persone attorno a te, l’attenzione è catturata dalle parole e l’immaginazione è stuzzicata dall’eros. Ma l’autore non vuole che tu dimentichi dove sei, è anche lì il gioco in quella sorta di voyerismo che attornia. Sei l’unica/o che sta leggendo Le Monde sul treno? Sei l’unica/o che ha deciso di giocare? Sei tu la destinataria della lettera?
Queste sono solo alcune delle domande che di tanto in tanto solleticano la mente e che ti aiutano a districarti nella trappola erotica predisposta dallo scrittore.

È solo un gioco?

Carrere propone un gioco erotico mentale e ogni parola che scrive ha lo scopo di condurti lungo i sentieri dell’eros quegli stessi sentieri che ognuno di noi conosce a proprio modo. Ma non è forse questo il bello? Essere condotti per mano su una strada che noi tutti conosciamo ma che siamo disposti a riscoprire a condizioni diverse.

E anche quando Carrere invita la destinataria (o le destinatarie) della lettera a masturbarsi lo fa senza scendere nel volgare. È un gioco sì, un gioco erotico mentale basato tutto sulla capacità di stuzzicare l’immaginazione attraverso le parole e su una buona dose di voyerismo. Dopotutto le parole sono la lama più affilata che vi sia se sapute usare bene e Carrere dimostra di saperne fare un uso magistrale.

“Ho in mente di far bagnare non soltanto te, ho in mente di far bagnare qualsiasi altra donna legga queste pagine”.

Ci riesce? Ognuna di noi avrà la sua privata risposta, non è questo il punto. Leggendo il racconto mi sono domandata più volte se l’intento dell’autore fosse solo quello di scrivere una lettera porno alla sua donna. Forse per l’autore è proprio questo, solo un gioco, un esperimento letterario derivante dalla monotonia dello scrivere. Scrivere è anche sperimentare, provare stili nuovi, scene diverse, prose non familiari. E Carrere sperimenta usando il lettore, usando uno dei quotidiani più letti in Francia.

Forse è anche per questo che una parte del “gioco” intrapreso da Carrere viene perso nella traduzione italiana, perché anche il titolo è un esperimento, un gioco appunto.

 

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