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Trema la notte

La scrittrice Nadia Terranova presenta il suo ultimo libro “Trema la Notte”  in una lezione del master di editoria, giornalismo e management culturale del dipartimento di lettere e filosofia dell’università Sapienza di Roma. Una scrittura asciutta, uno stile privo di fronzoli che catapulta il lettore nella realtà di Barbara e Nicola dove non è la terra a tremare, ma la notte, che si sgretola assieme ai palazzi di Reggio Calabria e Messina portandosi appresso il passato dei due protagonisti.

LA TRAMA

Barbara è una giovane donna siciliana promessa sposa a un uomo al quale lei non si sente legata. Ha cultura, sa leggere e scrivere, ma, soprattutto è in grado di sognare. Barbara sogna per se stessa un futuro fulgido, libero, un futuro dove può frequentare l’università, studiare e prendere decisioni per sé stessa mantenendo il suo nome.  Per questo quando si reca a Messina dalla nonna per assistere alla rappresentazione dell’Aida non può far altro che prendere le distanze da ambedue le donne dell’opera, riconoscendole come vittime di una società crudele. Barbara è orgogliosa del nome che porta, non siciliano, nemmeno italiano, ma fiero. Crede di essere pronta ad affrontare il padre, a sfidarlo se necessario pur di non sposare l’uomo al quale è promessa. Crede di essere una donna forte perché vuole essere al pari delle eroine dei suoi romanzi. Ma la vita, spesso, ha in serbo sorprese ben diverse.

Sulla sponda opposta un bambino di undici anni cerca di contenere la paura innata per il buio che, nei suoi sogni, è popolato di gatti morti e diavoli. La cantina nella quale dorme è umida e fredda, le corde lo tengono come crocifisso al catafalco, sepolcro ma assieme unica via di salvezza. Anche a Reggio Calabria la notte trema, anche a Reggio i palazzi si sconquassano e la terra inghiotte gli abitanti. La notte di Nicola è lunga, infinita, come lo sanno essere quelle dei bambini, e quando finalmente tutto cessa, scopre di essere rimasto completamente solo. La madre e il padre sono morti sotto le macerie del loro sfarzoso palazzo. L’unica possibilità che Nicola ha è andare avanti. Cerca rifugio su una nave diretta a Messina, ed è su quella nave che le vite di Barbara e Nicola si incontrano fugacemente, uno scontro il loro, che segna profondamente le loro vite e che contribuirà anche a chiudere il cerchio narrativo.

AMBIENTAZIONE

Non è la terra che trema, ma la notte. Il terremoto di Messina e di Reggio Calabria non è lo sfondo, ma anch’esso protagonista delle storie di Barbara e Nicola. I giorni che seguono al disastro sono giorni di smarrimento eppure frenetici. Non morti, ma nemmeno del tutto vivi, Barbara, Nicola e gli altri sopravvissuti vivono alla bell’e meglio; indossano vestiti di altri raffazzonati tra le macerie, l’acqua scarseggia, le famiglie sono divise, le forze vengono meno ed è difficile vedere il futuro tra le macerie che ancora fumano.

STILE

Asciutto e ricercato con un’impronta manzoniana. Barbara e Nicola sono personaggi di fantasia all’interno di un contesto reale. I fatti narrati sono il frutto di un’attenta e scrupolosa ricerca storica che la scrittrice effettua prima di cominciare a scrivere il libro. La dovizia dei particolari e delle descrizioni restituiscono al lettore la tragedia del più grande terremoto d’Europa.

Nella narrazione si alternano il punto di vista di Barbara e Nicola, l’uno in prima persona e l’altro in terza.

PARTICOLARITA’

Ogni capitolo è introdotto da uno degli Arcani Maggiori, sistema di segni molto forte dove i Tarocchi non danno risposte, ma aiutano a porsi domande, mostrano il qui e dove della vita. I Tarocchi, così come il fato, non sono solo presenti all’interno della narrazione come incipit di ogni capitolo, ma ne abbiamo quasi una personificazione in Madame, sensitiva che aiuta i soccorritori sia a Messina che a Reggio Calabria a individuare i superstiti tra le macerie, e che effettua anche la lettura per i due protagonisti.

TEMI

Il terremoto fa da sfondo a quella che è una storia di speranza e rivalsa sociale di due anime profondamente diverse eppure affini. Barbara e Nicola non si conoscono, vivono su due coste diverse, eppure ambedue nascono a nuova vita il 27 dicembre 1906.

Al trauma del terremoto si sommano i traumi privati dei protagonisti e ognuno dovrà imparare come conviverci e, soprattutto, come superarli. Il terremoto e la distruzione che arreca non è solo uno strumento per narrare la perdita, ma diviene il veicolo per affrontare il tema della speranza e della voglia di rinascere.

La Terranova non solo pone davanti al lettore il disastro del terremoto, la vita sconquassata, ma anche lo sciacallaggio dei soccorritori, uomini che non hanno alcuno scrupolo sfruttando il disastro a proprio vantaggio. Ed ecco che gli eroi agli occhi degli italiani diventano orchi per molti sopravvissuti.

Ma la speranza, la voglia di riscatto permea ogni pagina così come l’amore, le due grandi forze motrici del mondo.

 

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