Condividilo:

Il mestiere del libraio: vendere l’anima

Montereggio: dove nascono i librai. Forse…

Il mestiere del libraio: vendere l'anima. Montereggio, statua di un libraio con in spalla una gerla

Il mestiere del libraio: vendere l’anima? La storia del libro e delle librerie ha un’origine in un luogo ben preciso: Montereggio. Addossato sui monti della Lunigiana, Montereggio oggi ospita circa una sessantina di persone, perlopiù anziani ed è uno di quei piccoli borghi destinati, purtroppo, a scomparire. Ma la sua storia è unica. Le prime attività commerciali che si sviluppano erano legate alla stampa dei libri: qui nascono le prime tipografie. I giovani montereggini, muniti di gerle, caricavano sulle spalle oggetti e, in particolar modo, libri. Si incamminavano sui sentieri dell’appennino toscano per consegnare questi testi ai professori, ai sapienti, rifugiati tra i monti per scappare alla repressione della Santa Inquisizione. La storia narra che non sapessero leggere; vendevano i libri proibiti dalla Chiesa come fossero merce qualsiasi perché erano poveri e dovevano lavorare. I primi librai, quindi, erano analfabeti. Così narra la leggenda.

Le famiglie di tipografi, negli anni, incrementarono la loro attività dando lustro a Montereggio che oggi è considerato il luogo dove la professione libraria ha avuto origine. Di questi luoghi ne esistono, al mondo, solo altri sei.

Le librerie italiane. Le origini.

Il mestiere del libraio ha una storia antica. C’è un libro, in particolare, diventato un vero culto: è Il Parnaso Ambulante di Christopher Morley. Narra la vicenda di questo anziano libraio che, a un certo punto, lasciata la sua bottega si inventa un bibliobus e, caricati i volumi, inizia il suo viaggio per vendere i libri cercando di raggiungere più persone possibili.

Le prime librerie e i primi librai custodiscono in sé storie e anche leggende. Negozi stracolmi di volumi e lui, il libraio, solitamente dietro a un bancone di legno massiccio lavorava con carta e penna mentre accoglieva i clienti. Era l’unico e il solo a fornire consigli, a guidare il lettore verso la scelta dei libri. A volte, di sottecchi, scopriva che qualcuno rubava e, facendo finta di niente, abbassava gli occhi e continuava nel suo lavoro con l’idea che rubare libri non fosse reato. Negli anni e soprattutto nelle grandi metropoli diventate, poi, centri nevralgici della diffusione dei libri, anche gli scrittori più noti non si sottraevano ai consigli del loro libraio di fiducia che diventava un vero e proprio punto di riferimento.

Le librerie moderne. La svolta di Giangiacomo Feltrinelli.

Ricco di famiglia e con una vicenda personale che si è intrecciata, anche e soprattutto, alla storia del nostro Paese, Giangiacomo Feltrinelli fonda a Milano, alle fine del 1954, la celebre casa editrice. Il marchio editoriale diventa subito protagonista della crescita culturale e sociale dando alle stampe libri importanti e controversi, come Il Dottor Zivago (che costò a Feltrinelli l’ostracismo del Partito Comunista Italiano) e il Gattopardo che divenne subito un bestseller.

Non solo. Feltrinelli, a un certo punto, ha l’intuizione di legare il proprio marchio editoriale alla fondazione delle librerie che, negli anni successivi, si imporranno nel mercato librario diventando una delle più importanti catene di vendita. Nasce, quindi, la libreria moderna. Feltrinelli ne è l’artefice.

Una delle idee innovative che Feltrinelli porterà all’interno delle libreria fu quella di girare il libro sugli scaffali in modo da mostrarne la copertina. Lo scopo è chiaro: il libraio rappresenterà sempre meno quella figura che accompagnerà il lettore nella scelta del libro. La libreria viene organizzata a settori, i libri saranno ben visibili, divisi per editore e sistemati in ordine alfabetico per autore. Il lettore, quindi, sarà sempre di più indipendente nella scelta dei titoli da acquistare. È una vera e propria rivoluzione che tanto farà discutere.

Il mestiere del libraio e di conseguenza le libreria si sono trasformati negli anni in maniera radicale. Il personaggio raccontato da Morley fa parte, ormai, di un immaginario quasi romantico. In tanti, oggi, sentono la mancanza di questo antico mestiere che rischia, purtroppo e troppo spesso, di scomparire, come le piccole librerie, un tempo punti di incontro e di scambi culturali. La concorrenza degli store online, le statistiche di lettura sempre più disarmanti, ogni anno gettano gli addetti ai lavori nello sconforto. Il mercato editoriale, però, è un’industria in continua evoluzione, nascono piccoli editori, nuovi progetti. L’obiettivo è di tenere sempre alta l’attenzione: diffondere il libro significa far circolare idee e leggere ha sempre portato a una crescita culturale e sociale fondamentale.

Condividilo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.