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Calvino, nato nel 1923 a Santiago de Las Vegas, è stato protagonista e testimone critico dei più importanti cambiamenti politici e sociali che hanno attraversato l’Italia tra gli anni Quaranta e Ottanta del secolo scorso. Ha esordito come scrittore neorealista nel 1947 con la pubblicazione de Il sentiero dei nidi di ragno, in cui domina il tema della Resistenza, ripreso anche in altri romanzi successivi. Negli anni Cinquanta ha pubblicato una serie di racconti e romanzi che riflettono sui problemi legati allo sviluppo industriale, alla nuova società di massa e ai problemi ecologici che cominciano a manifestarsi in conseguenza del boom economico. Particolarmente attento alle vicende politiche, per molti anni ha militato nel Pci. Calvino è stato un autore molto prolifico, oltre ai romanzi, ha scritto una grande quantità di abbozzi, progetti, ha collaborato a numerosi giornali, tra cui “Corriere della Sera” e “Repubblica” e ha diretto, insieme a Vittorini, la  rivista “Il Menabò”.

Un’opera in dettaglio: I nostri antenati

Tra il 1952 e il 1959 Calvino scrisse una serie di romanzi che confluirono in seguito nella trilogia I nostri antenati. Anche se ambientati in tempi e luoghi diversi presentano uno stile abbastanza simile: ironico, in alcuni punti drammatico e molto riflessivo. Calvino riesce, attraverso storie fantastiche, a riflettere sui grandi temi che riguardano l’esistenza umana, utilizzando una scrittura leggera, coinvolgente e al tempo stesso profonda, provocatoria e mai banale. I protagonisti dei tre romanzi sono i nostri antenati perché pur collocandosi in un passato remoto e appartenendo a mondi a noi lontani affrontano problematiche assolutamente attuali.

Il visconte dimezzato

Primo romanzo della trilogia, il Visconte ci trasporta all’epoca delle guerre contro i Turchi nell’Europa centrale. Il protagonista è Medardo, un giovane visconte che durante una battaglia viene colpito in pieno da una palla di cannone che lo divide in due parti, il Buono e il Gramo. Il romanzo narra le vicende delle due parti di Medardo diventate ormai due persone separate, una pura bontà e gentilezza, l’altra pura malvagità. Numerosi sono i temi affrontati, tra cui prevalgono quello dell’identità e della ricerca dell’equilibrio, ma anche il tema dell’amore e dell’eros, così come quello dell’adolescenza e del difficile ingresso nel mondo degli adulti.

Il barone rampante

Con Il Barone ci spostiamo nella Liguria del Settecento, nell’immaginaria contea di Ombrosa, dove un giovane nobile di nome Cosimo è il protagonista di un atto di ribellione senza precedenti: decide infatti di vivere per il resto della sua vita sugli alberi, giurando di non mettere mai più piede a terra. Qui il tema del conflitto adolescenziale emerge in maniera preponderante, così come quello della ricerca dell’identità, ma anche il tema dell’eros, attraverso la tormentata storia d’amore tra Cosimo e Viola, e dell’esigenza di partecipazione alla vita sociale, che può realizzarsi anche in situazioni assolutamente singolari. Cosimo, infatti, è protagonista attivo degli eventi sociali e storici, tra cui la Rivoluzione francese, che sconvolgono Ombrosa.

Il cavaliere inesistente

Ultimo romanzo della trilogia, Il cavaliere è ambientato ai tempi di Carlo Magno e narra le vicende di un gruppo di paladini, tra cui fondamentale è la figura del Cavaliere Inesistente, un personaggio che è pura mente, pura volontà, che non ha un corpo e vive attraverso la sua amata armatura. Il romanzo risente del poema cavalleresco rinascimentale, in particolare de l’Orlando Furioso. Nella seconda parte si verifica un’accelerazione del racconto e i vari personaggi decidono, per i motivi più disparati, di mettersi in viaggio. Anche in questo caso la partenza e la fuga portano, in realtà, a una ricerca di sé stessi e della propria identità. Inoltre, l’amore si rivela, come in molti dei romanzi di Calvino, il motore fondamentale che da significato alle azioni umane.

 

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