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Il libro di cui voglio parlarvi oggi è una piccola raccolta di racconti tutti incentrati sui rapporti familiari, che siano d’amore, di sopportazione, extra-coniugali o figlio-genitore. In poco meno di cento pagine Angela Flori riesce a condensare emozioni dalla forza dirompente, che vengono però presentate tramite una prosa delicata e ritmata, capace di trascinare via nel giro di pochi paragrafi. Prima di entrare più in dettaglio su questi due aspetti dell’opera, qualche parola in più sull’autrice.

Chi è Angela Flori

Il mestiere di Angela è quello dell’insegnante. Dopo essersi occupata di Linguistica all’università Cattolica di Roma, si è dedicata alla didattica di Italiano e Latino in ambito liceale. Nel frattempo, ha continuato a scrivere e ha pubblicato diverse opere, tra cui la raccolta Equilibri precari, edita da Seme bianco nel 2018 e questo Famiglie e altri labirinti, stampato per L’Erudita nel Novembre 2021. Le due raccolte sono accomunate dalla voglia di raccontare vicissitudini quotidiane di cui tutti abbiamo avuto esperienza o sentito parlare, mettendo però in luce la durezza di determinate emozioni e scelte, tramite una prosa che a mio avviso si basa su un’idea ossimorica, ovvero quella della brutalità gentile.

Per rendere un’idea così conflittuale vorrei richiamare un personaggio che in molti potrebbero conoscere, se appassionati di anime o persone adulte che da piccole capitavano su 7 Gold o la 7: Toki di Ken il guerriero. La sua specialità, nel combattimento, era quella di non far provare dolore ai propri nemici e alla prima apparizione su schermo dimostrava la sua abilità utilizzando, appunto, la tecnica del raggio simpatico.

Quello con Toki mi sembra il paragone più adatto: Angela non si risparmia e nei suoi scritti parla di tutto ciò che la colpisce o le dà da pensare, sviscerando spesso le storie e i sentimenti fino a scoprirne le ossa. Tuttavia, la narrazione è strutturata in maniera da cullare il lettore portandolo verso il trauma e poi rivelandolo così in fretta che, al suo posto, ciò che si avverte è più una malinconia, un senso di vuoto come se, invece di affrontare una perdita, si ripensasse ad una già superata ed esorcizzata.

Personalmente, credo che parte di questa abilità derivi dal lavoro di insegnante e dalla sensibilità che si sviluppa nell’interagire per lungo tempo con le vite degli altri, per citare il titolo di un ottimo film. Ma la bravura di Angela non si manifesta solo nella capacità di “anestetizzare” i traumi che ci vengono presentati: il suo stile ha come altro pregio quello di saper rapire il lettore incatenandolo alle pagine del libro.

Float like a butterfly

Quando mi sono chiesto come avrei potuto descrivere in poche parole ciò che mi aveva più impressionato di Famiglie e altri labirinti non ho potuto non pensare alla boxe. Come diversi autori di racconti amano ripetere (ne parla ad esempio Julio Cortázar nelle appendici di Bestiario che ho recensito qui) una delle differenze più importanti tra il romanzo e il racconto breve è quella del ritmo: mentre il primo può permettersi di indugiare e preparare con calma la realizzazione delle varie scene, il secondo per essere memorabile ha bisogno di scaricare in un unico scatto tutta la potenza del suo argomento. Il segreto per far sì che questo accada risiede nel ritmo della narrazione, che deve essere incalzante e non può permettersi di lasciar respirare il lettore.

La gestione dei ritmi che compongono Famiglie e altri labirinti fa proprio questo: avvince fin dalle prime righe, a volte con una tempestività tale da turbare il lettore che non riesce a star dietro alla narrazione. La sensazione è però momentanea e, nel giro di pochi secondi, ci si ritrova ipnotizzati dalla scrittura e aperti ad ogni genere di colpo, come se si osservasse il gioco di gambe di un pugile professionista.

Da recuperare

In conclusione, non posso che consigliarvi di leggere al più presto Famiglie e altri labirinti, sicuro del fatto che saprà coinvolgervi fin da subito e stupirvi per il meglio. Lo trovate ad esempio su IBS o Mondadori Store.

Se invece voleste recuperare la raccolta precedente Equilibri precari potete visitare direttamente la pagina della casa editrice Il seme bianco per ulteriori informazioni

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