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La storia del libro: l’editoria italiana ieri

La nascita della carta stampata ha un inizio ben preciso: grazie all’invenzione della stampa a caratteri mobili e, successivamente, alla rivoluzione industriale, l’editoria smette di essere artigianato per trasformarsi in industria. Da qui in poi, l’industria libraria, sarà protagonista della crescita sociale e culturale di ogni paese in ogni epoca.

Il cambiamento è evidente: cambiano i macchinari per la stampa, cambia la concezione dell’oggetto libro e di tutta la produzione letteraria e, di conseguenza, l’impatto che questa avrà sulla società.

La storia del libro: Johannes Gutenberg

È proprio all’orafo e tipografo tedesco Gutenberg che si deve la nascita della stampa a caratteri mobili. Il primo libro che diede alle stampe fu la Bibbia, meglio conosciuta come la Bibbia a 42 linee in caratteri gotici. Terminata nel 1955 fu messa in vendita a Francoforte.

Un aneddoto: il termine “refuso”, che nel linguaggio editoriale e redazionale si riferisce agli errori presenti nel testo e su cui interviene con occhio scaltro il correttore di bozze, deriva proprio dall’azione di “rifondere” col piombo il carattere tipografico errato all’interno del processo di stampa.

La storia del libro: Ottocento e Novecento

La storia del libro: l’editoria italiana ieri. L’Ottocento è un secolo determinante per lo sviluppo di quella che possiamo definire l’editoria moderna. Inizialmente vi era una certa confusione: l’editore che pubblicava era più che altro uno stampatore perché non rispondeva a una vera esigenza e non prendeva iniziative. Sarà solo sul finire del secolo che si comincerà a investire su veri e propri progetti intellettuali e editoriali: nasce così il diritto d’autore.

Arriva l’unità d’Italia e la storia dell’editoria si intreccia con la storia del nostro Paese, con l’inizio dell’industrializzazione e la nascita delle prime case editrici.

Nel primo Novecento l’editoria vive un momento felice: il libro circola liberamente e la produzione letteraria è di un certo livello. Tutto ciò diventa terreno fertile per la nascita di case editrici minori. Arriva la guerra e il dopoguerra: cambiano le tematiche e si torna a una certa incertezza.

Nel Ventennio il libro diventa comunque strumento di diffusione e di circolazione delle idee. Nel dopoguerra tutto esplode: il fervore intellettuale è al massimo.

Siamo di fronte alla nascita dell’editoria italiana alla cui identità siamo, oggi, strettamente legati.

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