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Silver e Lupo Alberto: il Fumetto dal forte impatto socialeGuido Silvestri, in arte Silver, ha raggiunto il vertice della celebrità grazie alla creazione di Lupo Alberto, il Fumetto dal forte impatto sociale. Le avventure della Fattoria Mckenzie fanno capolino, in bianco e nero, nel mondo dell’editoria nel 1974. Solo un anno dopo nascerà la prima striscia a colori. A modificare il titolo sarà Alfredo Castelli, geniale ideatore di Martin Mystère (Il detective dell’impossibile) e allora redattore al Corriere dei ragazzi. Nel 1976 Lupo Alberto continua la sua corsa e compare per la prima volta sulla rivista Eureka dell’Editoriale Corno.

La continua crescita di popolarità diventa incontenibile e Lupo Alberto inizia a fare il giro del mondo

Dopo una decina d’anni passa alle più moderne tavole da disegno, fino a spiccare il volo approdando in tv con due serie di cartoni animati. Nell’agosto del 2011, Lupo Alberto diventa libro illustrato, edito da Gallucci Editore, che lo pubblica con diversi titoli, tra cui “L’anello”, composto di tre storie illustrate e interamente a colori. Seguono nel 2016 “La pentola del tesoro” e “Acqua amara”.

L’importanza dell’ambientazione e la cura dei personaggi di Silver

Silver concentra la sua genialità artistica in una colorful farm a dir poco alternativa, che si trasforma in un palcoscenico figurato, teatro di confronti aperti e di battibecchi. Nella Fattoria vivono abitanti vivaci, originali e imperfetti quanto basta per conquistarsi la simpatia di una marea di lettori. Gli animali di Silver sono unici e perfettamente incasellati nelle storie, ma soprattutto, sono “curiosi”, perché inseriti un contesto sociale in cui danno sfogo a confronti aperti, demolendo alcuni tabù sulla sessualità, senza, tuttavia, trascurare il valore assoluto dei sentimenti.

Lupo Alberto e la sua amata, Marta (la gallina)

Lupo Alberto ama alla follia una gallina, Marta. Ma come in tutte le storie d’amore, come dire, non proprio lineari, c’è sempre un elemento di disturbo che complica ulteriormente le cose. In questo caso il terzo incomodo è un cane pastore, Mosè, che vigila sulla coppia e sul pollaio come e meglio di un soldato al fronte armato di fucile e mazza da baseball.

Il pensiero di Silver emerge a gran voce in una sua dichiarazione

«Perché il lupo ama una gallina? Credo nella libertà di amare chiunque, senza limiti di età, sesso, razza, o specie animale, anche se mia moglie è una comune femmina di specie umana. Se poi vogliamo riferirci al fatto che i lupi di solito le galline le mangiano, ebbene, forse in quel lontano inverno di trent’anni fa ho semplicemente voluto ribaltare l’ancestrale stereotipo del lupo feroce predatore. Ho ammansito un lupo, tutto qua. Non lo aveva già fatto anche San Francesco?»

Silver

Il Lupo azzurro anti-matrimonialista più conosciuto della Storia del Fumetto è noto per le freddure e per le critiche implicite al mondo politico e ai difetti insiti nell’uomo, primi tra tutti il perbenismo e l’intolleranza. Ma non è tutto, grazie al linguaggio efficace e immediato, Silver è riuscito a gestire magistralmente uno stile di scrittura fumettistica all’avanguardia, senza mai trascurare l’aspetto ironico.

Gli altri co-protagonisti di Lupo Alberto

Vediamo nel dettaglio quali altri personaggi ruotano attorno alle spassose avventure di Lupo Alberto. Cesira e suo marito Enrico La Talpa, Glicerina il papero, Alcide il maiale, Krug il toro, Ludovico il cavallo. E, dulcis in fundo, una passera scopaiola.

Silver e Lupo Alberto: il Fumetto dal forte impatto sociale

Silver adotta Cattivik

Non si può non fare un breve riferimento a Cattivik, Il genio del male, il malvivente a forma di melanzana che terrorizza la Grande Città e che sembra seguire le orme di Lupo Alberto. L’idea di Cattivik (disegni e testi) nacque da Franco Bonvicini, in arte Bonvi, già noto per aver spaccato con Sturmtruppen. L’ondata di successo investe Bonvi a tal punto da decidere di accantonare la parentesi fortunata con Cattivik. Silver, a quel punto, decide di chiedere a Bonvi di poter acquistare i diritti di Cattivik. In tutta risposta, Bonvi lo omaggia del progetto e da quel momento in poi Silver lo adotta salvandolo dall’ombra di un probabile definitivo abbandono. Il resto è già stato scritto: fumetti, diari, quaderni, zaini, magliette, biglietti d’auguri, gadget e chi più ne ha più ne metta. Insomma: Lupo Alberto e Cattivik diventano due icons del Fumetto controcorrente.

Lupo Alberto non è “solo” un modo di passare il tempo in compagnia di un giornalino a sfondo umoristico

Silver è andato ben oltre tutto questo, compiendo una vera e propria rivoluzione. Tant’è che ha ricevuto riconoscimenti degni di nota per i temi e per i contenuti dei suoi fumetti, diventando testimonial di Telefono Azzurro, Emergency, Legambiente e altri ancora.

I punti di forza del Lupo di Silver, non sono unicamente satira e senso dell’umorismo taglienti e attuali, ma soprattutto il suo non risultare mai volgare né troppo sopra le righe. Un esempio? Le battaglie di Enrico La Talpa, che rivela la sua omosessualità ricalcando le impronte di una vera e propria campagna politico-civile sui diritti e il rispetto della diversità.

La sensibilità di Silver è sempre ben calibrata e accompagnata dal garbo e dalla parodia. Il noto fumettista italiano non è mai scaduto nella banalità o nella superficialità. Anzi, è sempre stato attento a non attribuire requisiti “macchiettistici” ai personaggi con meno difese e maggiori fragilità. Proprio per questa ragione e per il suo straordinario talento è entrato nel cuore del lettore.

«Dentro il mio primo lupacchiotto affamato c’erano un po’ di Snoopy e un po’ di Jacovitti, ma soprattutto il Willy Coyote di Chuck Jones, per il quale avevo una cotta totale», racconta Silver in un’intervista.

I grandi artisti spesso si ispirano ai Grandi Maestri. Ma è pur vero che l’allievo, in qualche caso, potrebbe superare il maestro.

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