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Giorni fa, dopo averlo acquistato e fatto stagionare per uno o due anni, ho deciso di leggere La peste di Camus. Dell’autore avevo già letto con piacere Caligola, Il mito di Sisifo, Lo straniero… Sapevo quindi che avrei goduto di un’ottima lettura, ma non mi aspettavo di ritrovarci generose porzioni dei miei ultimi due anni.

«La parola “peste” era stata pronunciata per la prima volta.»

La trama della vicenda è semplicissima: la cittadina di Orano viene improvvisamente colpita da un’epidemia di peste. I casi, dapprima isolati, aumentano costantemente e le autorità sono costrette ad imporre la quarantena all’intera cittadinanza.

Gli abitanti accolgono la decisione con diversi stati d’animo, dall’accettazione alla rabbia. Le varie sfaccettature della reclusione forzata vengono incarnate dai protagonisti dell’opera, che si fa forte di una coralità di visioni.

«Non c’è altra risorsa che amare o morire insieme. E loro sono troppo lontani.»

Ciò che colpisce maggiormente nel libro di Camus è la fedeltà con cui restituisce sentimenti che chiunque abbia vissuto la recente pandemia conosce. I quarantenati provano la struggente mancanza della persona amata, la disillusione riguardo alla fine dell’emergenza, fino all’inaridimento che emerge come ultimo scudo verso l’insostenibilità di un pericolo che diventa routine. Tutte le sfumature e le evoluzioni di questi sentimenti colpiscono per la loro esattezza, quando confrontate con ciò che noi stessi abbiamo provato.

«Forse il nostro amore c’era ancora, ma era semplicemente inutilizzabile, pesante da portare […] Ormai era solo una pazienza senza futuro e un’attesa ostinata.»

Consiglio vivamente di leggere La peste perché credo dia la possibilità di esorcizzare ciò che, pur vivendolo, a volte non siamo riusciti a spiegarci da noi stessi. Il libro è già validissimo in sé ma, sotto l’ottica di un’analisi del recente passato, volta a razionalizzarlo e così superarlo cristallizzandolo nella lettura, può dare ancora di più.

E voi avete letto opere di Camus prima d’ora? Le avete apprezzate? Sapreste dirci a quale altro libro dell’autore si accenna e in quale punto di La peste? Fatecelo sapere!

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