Condividilo:

Che il mio consiglio di lettura cada proprio sul Rilke innamorato di  Poesie d’amore  di Passigli Editore non è una pura coincidenza. Rainer Maria Rilke, infatti, nasce il 4 dicembre 1875 e quindi perché non consigliarvi le sue poesie d’amore per dare il benvenuto alle giornate dicembrine?

Il Rilke innamorato di Poesie d'amore

Poesie d’amore: versi su un’unione effimera

Prima di esporvi il mio personale punto di vista, faccio una premessa. Se anche voi siete sostenitori di passioni struggenti e credete con qualche riserva nel “vissero felici e contenti”, questa piccola raccolta ha poche probabilità di deludervi.
Sebbene Rilke abbia rinnegato queste poesie giovanili per eccesso di liricità, quello che colpisce è la sua visione già disincantata dell’amore. In questi versi, infatti, germogliano i semi di quella durezza che sarà tipica del Rilke maturo.

Come dicevo, no: niente lieto fine per gli amanti rilkiani, destinati a vivere un’unione completa, ma effimera perché tutta terreste e di questo mondo. Un’unione la cui unità di misura è un battito di ciglia e che, quando avviene, preannuncia la sua fine. Gli amanti (1908) racconta di tutto questo, catapultandoci immediatamente nell’apice dell’unione e chiudendosi poi su quel “resistersi a vicenda”.

Gli amanti

Guarda come crescono avvinti l’uno all’altra:
nelle loro vene tutto si fa spirito.
Vibrano come assi i loro corpi
nell’estasi che arde tutt’intorno e li trascina.
Nella sete ricevono bevanda e nel buio,
guarda, i loro occhi si rischiarano di luce.
Lascia che sprofondino uno nell’altra
per resistersi a vicenda.

Anche una poesia intima come Ninna Nanna (1908) si apre con un’ipotesi che incrina la certezza dell’unione presente. Questi primi versi ci fanno pensare ad una routine, la cui dolcezza è quasi sporcata dalla tristezza del “se un giorno ti perdessi”.

Ninna nanna

Se un giorno ti perdessi
riusciresti a dormire senza che il mio sussurro ti accarezzi
come chioma di tiglio sulla fronte?
[…]

e sulla separazione

Se l’unione è effimera, la separazione è allora inevitabile. Quale potrebbe essere il segno premonitore di questa divisione inevitabile in poesie come Cammino alle tue spalle, come un convalescente (1897) e Se io descrissi i frutti (1924)? In entrambe, la donna amata cammina o corre davanti al poeta innamorato: i due, quindi, non vanno di pari passo. Lei va avanti; lui resta indietro. Lei Orfeo; lui Euridice.

Nella prima, le quattro anafore rendono chiara la distanza tra i due amanti:

Cammino alle tue spalle, come un convalescente

Cammino alle tue spalle, come un convalescente
ancora debole dalla sua cella buia […]

Cammino alle tue spalle e in te confido. […]

Cammino alle tue spalle. E non chiedo dove
il tuo cuore mi conduce. […]

Cammino alle tue spalle anche attraverso l’estrema
porta […]

Nella seconda, la distanza aumenta ulteriormente:

Se io descrissi i frutti

[…]

Io so come correvi
e d’improvviso, ansimante,
attendesti rivolgendomi lo sguardo. […]

Perché leggere di un Rilke giovane e innamorato

Come si nota già in queste poesie, i versi rilkiani imbrigliano nella tensione che si viene a creare tra due poli opposti: l’unione e la tensione. Perché quindi consigliare questa lettura dalle tinte così malinconiche? Vi dico finalmente la mia con una semplice lista:

  1. un lieto fine romantico non vuol dire sempre e necessariamente bello.
  2. tutti quanti noi, almeno una volta nella vita, ci siamo lanciati in storie d’amore che sapevamo essere destinate a finire prima ancora di essere cominciate.
  3. tra queste versi fanno capolino immagini di inaspettata dolcezza e sensualità.
  4. la convivenza degli opposti, anche a livello linguistico, affascina profondamente.

Se avete già letto questa raccolta o se vi ho convinti a leggerne almeno una poesia, fate sapere la vostra!

Condividilo:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.