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Guida al commercio rituale

Il rituale era stato perfettamente predisposto. Le candele, di colore rosso acceso, erano state organizzate in modo tale che ognuna di esse fosse appoggiata ai vertici di un pentagono, disegnato all’interno di un cerchio con un gesso costruito con farina d’ossa. Nella stanza in cui si stava compiendo il rito, un asfissiante odore di incenso ricopriva l’intero luogo, un fumo così denso da sembrare solido. Un uomo incappucciato batteva una campana nera con 6 rintocchi, ogni 6 secondi, e finendo di suonare sempre in un posto diverso distante 6 metri. Il bianco candore del gesso sul pavimento era lordato con resti di carcasse animali, le cui viscere si distinguevano in modo chiaro: senza l’odore dell’incenso a coprire il terribile fetore che emanava la carne putrescente, non ci sarebbe stato uomo capace di sopportare di essere in quella stanza per più di qualche secondo.

Il rituale ormai durava da più di quattro ore, e l’uomo incappucciato stava quasi per perdere la speranza. Poi, le viscere sul pentagono cominciarono a sciogliersi all’interno del pavimento, dissolvendosi alla vista. Una nuvola di fumo ultraterreno spazzò via l’odore dell’incenso, mentre una imponente figura, nera come l’oscurità e rossa come il fuoco, si elevava a mezz’aria fuoriuscendo dal cerchio.

Davanti all’uomo si palesò una figura caprina, dalle lunghe corna contorte, le gambe di un fauno e un viso appuntito e feroce. Il ghigno scolpito sulle fauci di quell’essere era formato da denti acuminati e sporchi, i denti di un predatore che pregustava la sua nuova preda. L’improvviso calore proveniente dalla creatura sciolse quasi istantaneamente le candele, eppure il gesso del pentagono rimase intatto.

Quando la figura pronunciò parola, quello che si sentì fu un suono gutturale e blasfemo, che vagamente rassomigliava a frasi umane.

“Umano, e così hai osato evocare la mia persona sul piano mortale. Dimmi allora, cos’è che
desidera così ardentemente il tuo cuore?”

L’uomo incappucciato si scoprì il viso e si tolse la veste nera che lo faceva rassomigliare ad un cultista, mostrandosi quindi in piena luce. Dietro i vestiti si nascondeva la figura esile di un ragazzo, dal viso imberbe e i capelli lunghi raccolti in una coda. Portava degli enormi occhiali, sulle cui lenti si riflettevano le fiamme dell’Inferno.

“Oh Principe delle tenebre!”, esclamò il ragazzo, “Il mio nome è Vittorio Farina. Ti ho evocato sul
piano mortale perché il mio cuore desidera piaceri terreni! Denaro, donne e potere! Oh tu, che regni
nelle profondità della Terra, concedimi i tuoi servigi”.
“Sai già quello che chiedo in cambio, sciocco mortale?”, disse sogghignando il Signore del peccato.
“Oh sì, è la mia anima che tu chiedi! Ebbene, rinnego il Paradiso, rinnego la luce, e ti offro la mia
eternità”.
“Mmmh, bene… Non ti resta ora che firmare il contratto. E poi, tutto ciò che desideri sarà tuo.
Possiederai ogni proprietà, ogni persona e ogni cosa che la tua mente possa immaginare. O almeno,
finché i tuoi anni te lo permetteranno”. E con quest’ultima frase, l’orribile essere proruppe in una
fragorosa risata, facendo tremare le mura della stanza.
“E ora, metti una firma qui”.

rituale

Il demone caprino fece apparire nella sua mano un rotolo di carta, dal perimetro frastagliato e
bruciato. Il foglio si srotolò da solo a mezz’aria, mostrando un lungo testo e, alla fine di esso, un
spazio per apporre la firma. L’uomo prese il foglio tra le mani, e si mise a leggere il suo contenuto
meticolosamente.

“Allora?”, disse il lord delle fiamme “Accetti lo scambio? Concederai a me la tua purezza? Ti
abbandonerai al peccato? Rinuncerai per sempre al perdono?”
“Mio signore”, rispose il ragazzo, “Accetterei volentieri lo scambio, ma… sul contratto manca la
partita IVA”.
“Bene, dunque io… Cosa?”
“La partita IVA”.
“Non… non credo di aver capito…”
“Sì insomma”, cercò di spiegare il ragazzo porgendo il contratto “non ci sono gli estremi di
fatturazione. Non posso avere così un quadro chiaro e preciso sulle spese complessive che devo
affrontare”.
“Spese complessive?”, disse il diavolo, grattandosi la testa “Devi darmi solo la tua anima…”
“Sì, ma senza un regolare contratto non posso essere sicuro. Ad esempio, non ci sono in dettaglio le
modalità nel caso io voglia esercitare il mio diritto di recesso”.
“Eh?”
“Nel caso non sia soddisfatto dell’acquisto, e volessi restituire soldi, donne e potere. Insomma, chi mi assicura che questi soldi non siano falsi e queste donne non siano non bellissime? Per non parlare del potere. Inoltre, pensavo che sul contratto ci fossero consigli su altre offerte, o qualche coupon. Non sembra che ci sia nulla riguardo il customer care”.

“Non… di che coupon stai parlando, tu hai una sola anima”.
“Esatto, e voglio essere sicuro di spenderla al meglio. Inoltre, non per essere maleducato, ma ho
dato un’occhiata alle recensioni sul sito e, beh, non sono molto propositive”.
“Recensioni sul sito?”
“Sì, guarda questa”, disse il ragazzo mostrando lo schermo del suo smartphone al demone imperatore, “Da parte di Faust_1808: dice, ‘Mi era stato promesso piacere tale da dover dire che l’attimo si fermasse, invece dovrò dire fermatevi dal fare questo patto, evidentemente uno scam.’ Non proprio una recensione propositiva, devo dire”.
“Faust è stato un cliente difficile, e non sono riuscito a soddisfarlo appieno perché uomo dall’ardore inconsueto, al contrario di te. E ora basta con queste inezie terrene: mortale, se vuoi i piaceri della carne, offrimi la tua anima, o resta per sempre un inutile verme. Hai compreso ora?”
“Va bene, va bene”.
“Era ora, mortale!”
“Ce l’hai Paypal?”
“Ossignore!”
“Non sono praticissimo, ma penso che devo mettere acquisto, e poi beni e servizi. Quindi, intanto mi invii la merce, poi quando mi arriva confermo la procedura e ti invio l’anima”.
“Io sono il Re degli Inferi, il Cacciato dal Paradiso, la Bestia dell’Ultimo cerchio, sono il Lucifero che vive nel profondo, il Serpente che ha tentato il Primo Uomo e la Prima Donna, ho provocato il peccato originale, ho tentato tre volte il figlio di Dio, a me è dedicata la violenza, la menzogna, la rabbia e la guerra!”
“Quindi… non ce l’hai Paypal?”
“No, non ce l’ho Paypal”.
“Ok, dai, ti aiuto a scaricarlo, bastano cinque minuti”.


Una figura alata si apprestava ad atterrare su un suolo di fiamme e corpi accatastati. Ad attenderlo,
il Re delle Mosche, mentre aggiustava alcune pratiche seduto ad una scrivania.
“Tutto a posto, Boss?”, disse Belzebub al padrone che era appena sceso dal regno dei mortali.

“Bel, questi dannati mortali mi stanno facendo impazzire. Pensa che quest’ultimo mi ha consigliato di aprire un sito dove vendere più facilmente le anime, e poi mi ha chiesto se mi poteva aggiungere su Instagram”.
“Non una cattiva idea quella del sito. Vuole che la inserisca per discuterne nella prossima riunione?”
“Bel, ora come ora, voglio solo farmi un bagno nello Stige, mettere dei vestiti comodi e maledire la specie umana per le prossime quattro ore. E poi magari chiedere al Vecchio come se la passa. Insomma, non potrà mai essere peggio di quello che stiamo passando qui”.


“Allora, ho una buona e una cattiva notizia: quale vuole sentire per prima?”
“Guardi, San Pietro, preferirei sentire prima la buona notizia”.
“Ok, dunque: lei in vita non è stata una persona buonissima, ma ho parlato con… beh sai, no, Lui…
e abbiamo concluso che possiamo soprassedere su alcuni errori commessi laggiù sulla Terra, e
concederle quindi un posto in Paradiso”.
“Ma questa è una splendida notizia! Quale sarebbe la cattiva?”
“Che non posso farlo”.
“Come… come mai?”
“Perché non ha il Green Pass”.

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